Inizia Malazè 2017, l’evento diffuso più rilevante dei Campi Flegrei, ormai divenuto punto di riferimento per la comunicazione, la diffusione e la valorizzazione della cultura e dell’enogastronomia di questo lembo di Campania. Da sempre Malazè dedica attenzione alla produzione enologica locale, tanto che da qualche anno sono entrati a far parte del programma in maniera fissa gli appuntamenti con gli approfondimenti sui vini rossi e bianchi flegrei.
Dopo il focus sul piedirosso a piede franco tocca ai vini bianchi dell’annata 2016 selezionati dal Consorzio di Tutela Vini Campi Flegrei, Ischia e Capri, degustati secondo un ideale percorso che dalle zone costiere conduce a quelle più interne per concludersi sulle isole, cercando di trovare un filo conduttore che possa mettere in correlazione tra loro tutti i vini con i relativi vitigni e terroir.
La dimora di Don Pedro di Toledo, oggi chiamato Maison Toledo, è uno splendido palazzo cinquecentesco che si affaccia sul porto e sul golfo di Pozzuoli, completamente ristrutturato coniugando antico e moderno, che ci ospita offrendo un ambiente sobrio ed adatto alla degustazione.
A introdurre l’ideale viaggio ci sono il presidente del Consorzio, l’enologo Gerardo Vernazzaro, Tommaso Luongo, Delegato AIS Napoli e Luciano Pignataro, giornalista enogastronomico per Il Mattino, mentre a condurre la degustazione dei vini c’è la giornalista Monica Coluccia, che ha individuato le sei zone in cui è stato suddiviso il territorio dei vini in degustazione.
Per le sole aziende che ho personalmente visitato ho pensato potesse essere utile inserire nelle note di degustazione qualche mio appunto sulla composizione dei terreni dei vigneti.
Zona Baia-Bacoli-Monte di Procida-Fusaro
Piscina Mirabile – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne dei fratelli Scotto di Vetta sono contornate dalle case del centro stico di Bacoli, caratterizzate da sabbia e materiale piroclastrico. Colore paglierino bello carico, naso che rimanda alla frutta matura con essenze floreali, paglierine e sulfuree. Il sorso è morbido con maggiore percezione iniziale dell’alcool, che lascia il posto alla freschezza sul finale che è salino e sulfureo.
Cantine del Mare – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne di Gennaro Schiano sono tra le più belle al mondo, appollaiate sulla cima di Monte di Procida ed affacciate sul canale di Procida (visita altamente consigliata). Il terreno è un mix di tufo, roccia sciolta, cenere e sabbie vulcaniche. Un bel giallo paglierino accoglie un naso speziato dominato da aromi di vaniglia e spezie, seguiti da sentori fruttati e floreali. Al sorso è morbido con una bella acidità che rende decisamente veloce il sorso, che sul finale rilascia lievi sentori sulfurei per tornare allo speziato.
Cantine Farro – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne di Michele Farro sono situate all’interno ma si approssimano al lago D’averno. Qui i terreni sono caratterizzati dalla cenere, dalla sabbia e dal tufo poiché, a tutti gli effetti, è una parete di un cratere vulcanico. Colore paglierino tenue con bei riflessi verdi. Il naso riporta a sensazioni di fresia e vegetali di salvia, di scorza di agrume e frutta a polpa bianca. Al sorso è fresco di una bella acidità citrica, tuttavia ben equilibrato e gradevole fino al finale salino e lievemente sulfureo.
La Sibilla – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016 
Le vigne della famiglia Di Meo si arrampicano lungo i terrazzamenti prospicienti il lago Fusaro fino ad affacciarsi su Baia. Il terreno è sabbioso, cinereo e tufaceo. Colore paglierino carico. Naso ricco, complesso, con sentori fruttati, floreali, agrumati, erbacei. Sorso tagliente, con acidità distante dall’alcool, ma comunque già gradevole e persistente con finale salino e sulfureo.
Zona Scalandrone
Cantine Babbo – Harmonia Falanghina dei Campi Flegrei  DOC 2016
Le vigne di Tommaso Babbo sono placidamente affacciate sul costone tufaceo ricoperto di sabbie e ceneri, che domina il lago del Fusaro guardando Ischia e che è definito “Scalandrone”. Colore paglierino tenue con riflessi verdi. Naso complesso, piacevolmente dominato da note verdi di salvia e mentuccia, rimandi a frutti bianchi, ai fiori. Sorso veloce, freschissimo, dove acidità e alcool non hanno trovato ancora coesione, ma bella piacevolezza e persistenza del finale salino.
Tenuta Matilde Zasso – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne della famiglia Vicidomini sono collocate in una zona interna, vicinissime al cratere di Monterusciello, e sono costituite da terreni di roccia sciolta e materiale piroclastico su banchi tufacei.  Colore Paglierino, con naso che rimanda a sensazioni quasi di affumicatura, frutta matura, note terrose sulfureee. Bocca fresca, sapida, equilibrata con sorso veloce.
Zona Quarto
Carputo – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne della famiglia Carputo si trovano nell’invaso dove è situato Quarto, dove il terreno è prevalentemente sabbioso e cinereo. Colore giallo paglierino. al naso riporta alla frutta matura bianca e gialla, ai fiori e a note di cipria. Il sorso è fresco, morbido, salato e persistente.
Tenuta Il IV Quarto Miglio – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Colore giallo Paglierino con riflessi verdi. Naso che riporta a frutta matura e fiori, fondo agrumato e di terreno sulfureo. Sorso fresco, morbido e persistente con finale salato.
Contrada Salandra – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
(campione da vasca, vino non ancora in bottiglia, che sarà in commercio tra almeno due anni)
Le vigne di Sandra Castaldo e Giuseppe Fortunato sono situate su un erto costone di uno dei tanti crateri di Monterusciello, sul versante che guarda Cuma. Anche qui tanto tufo e sabbie vulcaniche. Colore paglierino con netti riflessi verdi. Naso ricco, complesso, elegante, con rimandi alla frutta fresca, bianca e gialla, sentori floreali, aromi di macchia mediterranea, note lievi di miele. Sorso fresco, piacevole, ricco, persistente, con netti richiami marini e sulfurei nel persistente finale.
Zona Marano
Vigne di Parthenope – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Colore giallo Paglierino con riflessi verdi. Sentori di frutta bianca matura, salvia ed essenze arboree, zolfo e richiami agrumati. Sorso alcolico, corposo, ma anche equilibrato da sensazioni fresche e saline.
Selva Lacandona – Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne e i frutteti del fondo rustico “Marino Sopra i Fuschi” sono state confiscate alla criminalità ed affidate dal Comune di Napoli all’Associazione (R)esistenza per il loro riutilizzo pubblico e la realizzazione di attività in contrasto alle mafie. Significativa è la dedica del fondo alla memoria di Amato Lamberti, sociologo e politico a lungo impegnato contro la camorra. Siamo a Napoli, quartiere Chiaiano, sotto la collina dei Camaldoli, dove il terreno è caratterizzato da tufo, ceneri e rocce sciolte ma anche da limo. Colore paglierino, naso ricco, complesso, con note di frutta fresca accompagnate da sentori erbacei, sulfurei, agrumati. Al palato è fresco, morbido, equilibrato e piacevolmente persistente con finale salino.
Zona Agnano-Posillipo
Cantine Astroni – Colle Imperatrice Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne delle famiglie Vernazzaro e Varchetta da cui viene questo vino sono situate sulla cresta del cratere degli Astroni nel versante che degrada verso la Sartania. Colore paglierino. Naso complesso e ricco, fruttato, floreale, erbaceo, resina, miele. Sorso fresco, soddisfacente, piacevolmente morbido, equilibrato e persistente con lungo finale salino.
Agnanum – Vigna del Pino Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2016
Le vigne di Lello Moccia sono situate lungo tutto il versante del cratere degli Astroni che si affaccia sullo svincolo della Tangenziale di Agnano e l’ippodromo. Gli erti terrazzamenti di sabbia e cenere, che ospitano le vigne devono essere continuamente manutenuti (solo a mano) per evitarne il dilavamento verso valle. Colore paglierino carico. Naso di grande complessità con note di frutta matura, fiori gialli e bianchi, resina di pino e note balsamiche di salvia e menta, fondo mieloso. In bocca è fresco, morbido, equilibrato nel gusto, ricco e persistente il finale salino e minerale.
Isole di Capri e Ischia
Casa d’Ambra – Ischia Bianco DOC 2016
Da uve Forastera e Biancolella in egual misura. Colore giallo paglierino con bei riflessi verdi. Naso con timbro diverso che dopo tanta falanghina ha bisogno di un attimo di riflessione. Bel sentore sulfureo con note floreali e fruttate. Bocca morbida, decisa, freschissima e salina con finale persistente.
Gerardo Perillo – Capri Bianco DOC 2016
da uve Falanghina 30%, Greco 50% e Biancolella 20%
Colore paglierino. Naso delicatissimo e tenue, con note saline di mare, agrume, frutta e floreale appena accennati. Al sorso emerge la vivacità acida del vino che si accompagna bene alle sensazioni della parte morbida, fino al finale salino.
Scala Fenicia – Capri Bianco DOC 2016
da uve Falanghina 30%, Greco 50% e Biancolella 20%
Colore paglierino. Naso ampio e ricco con sentori di frutta, agrumi, fiori e sale marino. Il sorso è fresco, netto, agrumato e salino, piacevolmente lungo.

Alla fine di questa panoramica le riflessioni sono di doppia natura:

  • se conoscevi già il panorama vinicolo flegreo e isolano ed hai ricordi di cosa esprimeva appena dieci anni fa, allora ti rendi conto di cosa è significato in questi anni l’impegno lavorativo, economico, divulgativo e di sviluppo, da parte di tutte le aziende per giungere ad una diffusa alta qualità dei vini. Fino a pochi anni fa erano poche le bottiglie “appena bevibili”, mentre oggi si arriva a parlare di falanghina flegrea che esce in commercio dopo due anni, di falanghina flegrea che affronta macerazione, passaggio in botte, per non parlare di appassimento, vendemmia tardiva, spumantizzazione…
  • se invece ti stai approcciando enoicamente da poco a questo territorio, ti sarai sicuramente accorto che ci si può divertire e stupire con i vini flegrei, arrivando addirittura a cercare un fil rouge tra le varie zone di produzione, che non è solo riconducibile alla freschezza dei vini e alla loro spiccata salinità ricca di sentori sulfurei, ma anche alle caratteristiche provenienti dal posizionamento e dall’esposizione delle vigne, oltre che dal terreno e dalle diverse metodologie di allevamento e, infine, dai differenti protocolli di vinificazione.

Insomma, anche se relativamente piccola nel panorama vitivinicolo campano, quindi quasi invisibile in quello nazionale, i Campi Flegrei possono comunque fare la loro parte in termini di gastronomia, tipicità, particolarità, storicità e suggestione…e siamo soltanto all’inizio del viaggio.