Sabato 16 ottobre 2010 – Un sabato mattina qualunque. Il tempo non è sincero e non ti da adeguata fiducia per una gita fuori porta o una passeggiata troppo lontano da casa.

C’è aria di pioggia; il sole fa capolino tra le nuvole per poi scomparire.

Vabbè, tanto devo lavorare. Sono con le mie bimbe diretto ad Agnano, dove devo passare per controllare alcuni lavori in corso, quando mi giunge una telefonata di alcuni amici: “Ciao Mimmo, siamo in giro dalle parti di Agnano, dove hai detto che si trova quella cantina dove ci sono gli asinelli? Sai la piccola Giulia li vuole vedere“.

Mai telefonata fu più tempestiva perchè mi trovavo a Pianura ed avevo appena imboccato Via Sartania per scendere ad Agnano.

Così gli ho dato appuntamento al civico 48 di Via Sartania dove ha sede “Cantine Astroni” e siamo talmente precisi e tempestivi che giungiamo insieme al parcheggio.

Faccio appena in tempo a salutarli ed a dirgli che gli avrei presentato i padroni di casa ma che poi sarei dovuto andare in ufficio quando mi avvisano via telefono che la mia presenza non è necessaria poichè non si poteva lavorare per la minaccia di pioggia.

Sono libero.

Sulla cima del vigneto scorgo la sagoma di Gerardo Vernazzaro che è intento a vendemmiare la falanghina per il loro vino “Strione“.

Dalla sua collina ci accoglie calorosamente lasciandoci campo libero per poter portare i bambini a vedere gli asinelli, le galline e le pecorelle e tutto il resto, tanto, come dice lui, “puoi portarli dove vuoi, sei di casa, la luce della cantina è a sinistra scendendo”.

Caso vuole che in quel momento arrivino anche le nipotine di Gerardo con sua moglie Emanuela Russo e quindi, con un piccolo plotone formato da cinque bambine (tutte femminucce da 2 a 9 anni di età), partiamo per un minitour improvvisato a Cantine Astroni.

Passeggiamo tra gli ulivi i cui frutti sono quasi maturi e raggiungiamo le stalle con gli animali. Le bambine sono emozionatissime e fanno a turno per accarezzare i docili ciucciarielli.

Saliamo in vigna dove l’ormai battezzato “ZIO” Gerry, ci attende per una piacevole sorpresa.

Appena saliti in cima io e i miei amici non possiamo non essere rapiti dallo spettacolo naturalistico che ci si offre: una vista su tutti i Campi Flegrei, ma particolarmente privilegiata è quella del cratere degli Astroni dall’alto delle vigne.

Emanuela ragguaglia il gruppo su alcuni particolari storici e “mitologici” sull’origine del cratere degli Astroni, mentre ci attira l’uva di Piedirosso che sta ultimando la maturazione sulle viti e che è già bella profumata.

Le bimbe in gruppo ordinato raggiungono i vendemmiatori tra i filari dove zio Gerry ha organizzato sul momento e proprio per loro una minivendemmia: mini perchè loro sono piccole e perchè il tempo stringe visto che il cielo minaccia pioggia.

Una per volta le bimbe vengono invitate a prendere la forbice ed a tagliare un grappolo d’uva falanghina sotto la guida e con l’assistenza di Gerardo.

L’ultima è Giulia che ad appena due anni ha vendemmiato il suo primo grappolo d’uva tra gli applausi di tutti noi.

Che la presenza di queste bimbe ed il gesto simbolico che Gerardo gli ha regalato possano essere veramente di buon auspicio per questa vendemmia e per lo splendido prodotto che ne deriverà.

Giusto il tempo di una foto ricordo che comincia a piovere: TUTTI GIU’ DALLA VIGNA!!!

Lascio che il plotone di bambine si allontani con gli altri e presto una mano ai vendemmianti a portare le casse d’uva già raccolta al coperto.

Per fortuna è solo una nuvola passeggera, anche se intensa, e quindi riusciamo nel nostro intento.

Lascio Gerardo e gli altri ad ultimare la vendemmia e raggiungo la “truppa” che intanto si è radunata in prossimità della cantina.

Emanuela ci conduce a visitarla illustrandoci il processo di produzione del vino.

Nicoletta ormai è talmente esperta che fornisce risposte immediate alle domande, tantè che Emanuela la nomina sua assistente sul campo.

Per lei c’è un prossimo futuro di guida turistica per bambini all’interno di Cantine Astroni!

Ci accomodiamo in sala di degustazione dove un buon bicchiere di Astro brut ci rallegra e ci rinfranca dopo la passeggiata.

Stiamo per salutare i gentili padroni di casa, che ci hanno acccolto nonostante fossero in vendemmia, quando ritorna Gerardo dalla vigna. Hanno finito di raccogliere l’uva e ci invita a restare con loro ed a condividere un veloce pranzo insieme agli altri vendemmianti.

Siamo un pò emozionati ma l’invito è di quelli che non si possono rifiutare, data la cortesia, l’affetto ed il calore di queste persone, quindi onorati accettiamo e ci accomodiamo con loro in sala da pranzo.

Scopro che ai fornelli c’è l’ottimo Francois Di Domenico, che non sa solo fare il rappresentante commerciale dell’azienda, ma che oltre a saper vendere vino sa anche cucinare!!!

Alcune splendide ed enormi frittatone di maccheroni sono in cottura. Alte quasi dieci centimetri e dal diametero di quasi 60 centimetri sono una goduria al solo guardarle!

Le bimbe assaggiano un pò di frittata nell’attesa degli altri e la trovano ottima, ma poi a loro verrà servita la pasta con la salsa….la frittata è per i grandi!

Arrivano tutti, anche Salvatore Varchetta e la tavola si anima di discussioni sulla vendemmia, sulla qualità dell’uva, sul tempo e sulle speranze per la riuscita del vino.

Dall’esterno, da spettatori, anche se immersi in questa realtà poichè siamo a tavola a condividere con loro il cibo, percepiamo come il lavoro di una singola giornata come quella di oggi della vendemmia non sia solo un episodio, ma il culmine di tutto un anno di lavoro febbrile ed incessante.

Il vino non è solo spremitura di uva per loro: è la loro vita, la loro speranza, la loro fonte di lavoro e di motivazione.

L’amore e la passione che mettono nel lavoro traspare dalle loro parole, dai loro gesti, dalle loro espressioni.

E oggi che anche noi ne siamo parte, ne siamo testimoni, ci compenetriamo e lentamente lo comprendiamo.

Mangiamo l’ottima frittata (davvero bravo Francois) ed un’altrettanto ottima salsiccia, che accompagnamo con un vino che è una vera chicca.

Infatti Cantine Astroni ci offre casualmente la possibilità di poter degustare e pasteggiare, con la versione extradry del loro spumante Astro, che è all’esordio assoluto. Praticamente un’anteprima anche per loro!

Il vino è stupendo, con un fine e lungo perlage ed una bella persistenza aromatica e gustativa.Gerardo mi invita a degustarlo anche dopo averlo fatto riposare, cioè quando l’effervescenza sarebbe scomparsa, poichè avrei comunque avuto la sensazione di un buon vino. Bene, io l’ho fatto e vi garantisco che è vero.

Mentre le bambine giocano nel cortile a rincorrere Toni, il cane di casa, Gerardo ci concede una minilezione di chimica applicata alla produzione vitivinicola. Si spazia dalle componenti del terreno a quelle presenti nel singolo acino ed alle reazioni di fermentazione.

Ci colpisce la sua frase di esordio, nella quale ritengo sia sintetizzato tutto l’essere viticoltore: “Il vino si fa in vigna e non in cantina”.

Anche se non ho esperienze lavorative o familiari in merito, da quel poco che sono riuscito a comprendere in questi sei mesi di visite in cantina credo che non si possa riuscire a rappresentare in maniera migliore la vera missione del viticoltore di qualità.

Dopo l’immancabile caffè è davvero giunta l’ora di andare.

La diraspatrice è pronta al proprio lavoro e le pompe sono già connesse alla pressatrice, che attende di accogliere gli acini.

Nelle casse impilate l’uva falanghina sta per partire per il viaggio da cui tornerà vestita da “Strione”.

Scatto qualche istantanea dei grappoli del colore del sole prima che vengano diraspati, ma l’aroma che si coglie avvicinando il naso ai grappoli non si può fotografare.

Salutiamo e baciamo “ZIO” Gerardo (di cui solo alla fine ricordiamo che oggi ricorre l’onomastico), “ZIA” Emanuela, Salvatore, Francois e tutti gli altri lasciandoli al loro lavoro mentre noi ritorniamo a casa.

Mi sorprende Nicoletta che prima di addormentarsi in macchina mi dice: “Papy sono stata bene oggi, ho visto tante cose e mi sembrava di essere come a casa”.

Le ho risposto che con persone così non puoi far altro che sentirti a casa e che nella vita questo è il significato vero e sincero dell’amicizia.

Invito chiunque legga a contattare Cantine Astroni o qualunque altra Azienda dei Campi Flegrei e non per una visita in cantina e in vigna, non solo per comprare il loro vino, ma per respirare lo spirito pulito della tradizione contadina, per scoprirne i veri valori e comprendere il significato dell’amore per la propria terra e regalarsi un’emozione.

Per le foto di questa mattinata improvvisata cliccate qui