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Conciato romano e papaccelle: la pizza veramente slow dai fratelli Salvo

13 febbraio 2012

 

 

Mimmo Gagliardi tra i fratelli Salvo

di Mimmo Gagliardi

Un sabato sera umidissimo. Piove neve disciolta da stamattina e per questo il freddo si avverte in misura maggiore rispetto agli effettivi 3-4°C registrati. Contrariamente al solito sono sul divano a scrivere al pc quando la mia figlia più piccola viene vicino, mi guarda e mi fa: “Papy, scendiamo? Ti porto a bere una birra”. Istantaneamente smetto di scrivere e comincio a ridere. Lei, imperterrita, continua: “Mangiamo una pizza e tu bevi la birra”. A una tale esortazione non potevo che rispondere positivamente, così spengo tutto e ci prepariamo in un attimo per scendere. L’altra figlia, la più grande, meno disinteressata al cibo, mi chiede la nostra mèta. Le sorrido e dico: “dai fratelli Salvo a San Giorgio a Cremano”.

Salvo pizzaioli

Il locale è bello pieno e c’è la fila ma, per fortuna, avevo cordialmente prenotato via telefono e quindi la nostra attesa è di pochissimi minuti. Francesco e Salvatore Salvo, con il fratello Ciro,  costituiscono l’ultima delle  tre generazioni di pizzaioli che si sono succedute nella storica sede di Largo Arso e mi accolgono con un sorriso. Sabato sera non è la serata ideale per le chiacchiere e i convenevoli, quindi ci dedichiamo poco tempo e non dovrebbe essere neanche il momento migliore per la pizza, data l’affluenza. Vedremo in seguito.

i fritti

Ci accomodiamo e, prima di ogni cosa, chiediamo un tris di fritti con frittatina di maccheroni, supplì e arancino. I fritti dei Salvo sono mitici. La frittatina è preparata con i bucatini di Gerardo di Nola e i latticini del caseificio Bellopede&Golino di Marcianise (CE), e gli stessi latticini sono presenti nel supplì e nell’arancino.

i fritti

Ad accompagnare i fritti scelgo la birra artigianale Vesuvia, la rossa del birrificio Maneba di Nello Marciano a Striano, e la sua nota dolce non tradisce le aspettative accompagnando piacevolmente il sapore dei latticini.

la birra maneba

Arriva il momento della pizza. Salvatore Salvo mi guarda. Io guardo lui e lo sfido, visto che sfogliando il nuovo menù ho subito adocchiato la pizza che fa per me: “Papaccelle del Vesuvio Conciato Romano. Il mio spirito Slow Food mi ha indicato la via da seguire”.

il conciato romano (fonte Lucianopignataro.it)

Entrambi i prodotti sono presidi Slow Food , quindi inclusi tra i prodotti tradizionali da tutelare.

la papaccella del Vesuvio

Appena mi viene portata la pizza vengo rapito da aromi meravigliosi. A tratti prevale l’aromaticità del conciato, a tratti la dolceamara essenza della papaccella. Senza indugio procedo con l’assaggio: la pasta è morbidissima, leggerissima e cotta a puntino (nonostante sia sabato sera. Onore al merito.). In bocca l’alternanza di sapori tra i due ingredienti è un vero piacere. Il finale, sia al palato che negli aromi retronasali, ovviamente, è tutto per il conciato romano, anche se la papaccella tiene botta fino alla fine. E’ una pizza irresistibile e una volta terminata ne vorrei ancora, a testimonianza della leggerezza dell’impasto e del perfetto incastro gustolfattivo degli ingredienti. Buono anche l’accostamento con la birra rossa di Maneba che non contrasta con i sapori e gli odori ma li affianca.

la pizza al conciato romano e papaccelle del Vesuvio

Una volta terminata la pizza ne vorrei ancora, a testimonianza della leggerezza dell’impasto, dalla buona cottura e dalla bontà degli ingredienti. Anche le bimbe sono state felici delle loro enormi pizze (finite tutte, ovviamente). Gustare una buona pizza è possibile anche fuori Napoli, e l’APP per I-Phone e i-Pad appositamente creata dal blog di Luciano Pignataro e Monica Piscitelli è un utilissimo strumento per orientarsi in tal senso e la consiglio a tutti.

Purtroppo è venuto il momento di andare, è tardi e fa freddo per le piccole, quindi salutiamo i gentili e bravi fratelli Salvo.

Mentre vado via mi sovviene un pensiero: non so se Manuel Lombardi e Vincenzo Egizio abbiano mai provato questo connubio tra i loro prodotti, ma ora entrambi sanno dell’accostamento fatto dai Salvo e quindi sarebbe interessante organizzare un incontro qui con loro. Beh, Luciano, io ho lanciato l’idea…