“Lo sai che ho portato il nostro rosato qui a Verona? Lo puoi provare ma ha fatto poco in bottiglia e sarà migliore tra qualche mese”.

Quando Gerardo Vernazzaro, enologo di Cantine Astroni, mi mette a conoscenza di questa cosa, stiamo girovagando nel bel mezzo del padiglione del Friuli e sono stato assalito dalla curiosità di provare il suo nuovo vino, ma, osservante del suggerimento del mio amico, eccomi varcare il cancello della sua cantina a esattamente due mesi da quel giorno a Vinitaly 2012.

Cantine Aperte è una bella iniziativa del Movimento Turismo del Vino, oggi le cantine aderenti aprono le loro porte al grande pubblico offrendo ospitalità, convivialità cercando di comunicare la cultura del vino e dell’agricoltura a tutti. Oggi, in occasione del ventennale dell’iniziativa, oltre alle belle iniziative di visita in vigna, in cantina e al museo della civiltà contadina, l’assaggio di prodotti tipici, la musica jazz e un’Art Gallery all’aperto, è previsto un interessante laboratorio dove verranno illustrate le  diverse interpretazioni della falanghina e del piedi rosso flegreo di Cantine Astroni. E’ l’occasione giusta, quindi, per degustare i vini di Cantine Astroni e conoscere bene il promettente Astrorosa, alla sua prima annata di produzione.

Da segnalare che il ricavato dall’incasso per le degustazioni dei prodotti (per il quale è previsto un piccolo ticket) verrà devoluto integralmente alla SOS Santobono ONLUS per sostenere l’acquisto di macchinari per la degenza e la cura dei piccoli ammalati del grande nosocomio napoletano. 

Dopo essermi goduto lo spettacolo unico delle vigne aziendali, dove le viti crescono sulla ripida scarpata fatta di sabbia vulcanica (minerali, lapilli e cenere) e respirano l’aria pulita dell’oasi naturalistica degli Astroni, devo abbandonare a malincuore la campagna, ma l’ora del laboratorio è giunta.

Prendo posto nella sala affollata ed è Gerardo stesso a presentarci la cantina narrandocene la storia passata fino ad arrivare al progetto attuale dell’azienda.

Gli occhi gli diventano lucidi quando parla di suo nonno Giovanni Varchetta, l’anima della cantina che fu, ma lo fa con molto orgoglio e tanta deferenza, a dimostrazione del suo carattere semplice, corretto e rispettoso delle tradizioni.

Si parte con i vini bianchi dei Campi Flegrei, in particolare con Astro, spumante da uve falanghina V.S.Q., 12%, (quello in commercio proviene da basi di vino della vendemmia 2010) che viene realizzato con metodo Martinotti, o Charmat. Astro viene proposto nelle versioni brut ed extradry ed è un prodotto profumato di fiori e frutta bianca, fresco, salino e con un discreto perlage, tanto da poter essere considerato un vino a tutto pasto proprio per questo suo sapore deciso.

Si prosegue con la Falanghina dei Campi Flegrei DOC Colle Imperatrice, annata 2011, 12,5%, che avvolge subito il naso con i suoi sentori minerali, fruttati e floreali, soddisfacendo al sorso il palato con la sua freschezza e denotando una bella gradevolezza di beva grazie anche alla nota salata sul finale.

Ultimo assaggio di falanghina è lo Strione IGT, annata 2008, 13%, dallo splendido colore dorato e cristallino: un vino non facile da comprendere, sia per il suo aroma minerale di pietra focaia, frutta matura (quasi candita) e speziatura, che molto si discostano dalla classica concezione olfattiva della falanghina flegrea, sia per la sua pienezza gustativa, che si accompagna a una leggera tannicità fornita, come il colore, dal prolungato contatto con le bucce. Non si sbaglia nel definirlo un rosso travestito da bianco.

Passiamo al Piedirosso. La prima versione è Astrorosa, rosato di Piedirosso dei Campi Flegrei DOC, annata 2011, 12,5%. Uno splendido colore rosa cerasuolo cangiante (frutto di due ore di contatto del mosto con le bucce) ti invita a versarlo già da dentro la bottiglia, volutamente di vetro incolore. Nel bicchiere il vino sprigiona aromi di frutta rossa che variano dalla ciliegia alla fragola con una bella nota minerale di fondo, quasi di sale marino, che preannuncia un sorso fresco. Infatti è così, perché in bocca, complice una temperatura consona ai vini bianchi, questo rosato ti pervade di freschezza mentre con la sua leggera tannicità consente una bella pulizia del palato. Il finale è una lotta tra il sapore salino e la fragola non totalmente matura.

Ultimo calice è quello del Piedirosso dei Campi Flegrei DOC Colle Rotondella, annata 2011, 12,5%. Colore rosso rubino con riflessi purpurei e molto penetrabile alla vista. Naso fresco e fruttato di fragola, ciliegia e prugna accompagnato da leggere note minerali sulfuree. In bocca è fresco, con tannino leggero e quasi pronto, buona morbidezza e discreta persistenza.

In linea generale, comunque, tutti i vini flegrei che abbiamo degustato oggi ben si abbinano ai prodotti locali, sia di terra che di mare, a testimonianza dell’intimo e naturale legame che sempre si instaura i prodotti del territorio: largo, quindi, a zuppa di cicerchie, pollo alla cacciatora, coniglio all’ischitana, risotto alla pescatore, spaghetti ai frutti di mare o ai ricci, frittura o zuppa di pesce, ecc.

Dopo la degustazione passiamo a goderci la festa a base di musica jazz, di assaggi di mozzarella di bufala DOP, dei prodotti di Casa Barone e delle preparazioni culinarie dell’Astroni Wine & Street Food, assaggiati in rigorosa compagnia di una magnum di Astro brut, che un sorridente Gerry stappa per gli amici. La sua eruzione di bollicine ci ricorda di essere seduti su un cratere e bene incarna la nostra felicità dopo questa bella giornata di vini vulcanici al sole flegreo. Una festa che ha mantenuto la promessa di coniugare il Bello con il Buono – kalòs kai agathòs!