La pizza è sempre più un piatto, sdoganando la definizione di disco di pasta con “qualcosa” sopra che ne sminuisce (solo qui a Napoli) il valore gastronomico ed economico. Fortunatamente, la crescente attenzione sui prodotti di qualità consente a coraggiosi e capaci imprenditori di intraprendere delle nuove sfide ad alto rischio che si basano, principalmente, sull’informazione data ai consumatori per consentirgli di imparare a distinguere la qualità e capirne il prezzo.

 

Su quest’onda positiva, Spicchi D’Autore ha aperto i battenti su via Gino Doria al Vomero proponendo un modo di fare pizza innovativo e con un concept che ci è piacuto.

Infatti, oltre che a servire i fritti ideati e realizzati dal maestro Gerardo Modugno, l’ultimo Monzu’ napoletano, si propongono pizze realizzate con prodotti di eccellenza campana e nazionale vendibili anche su trancio: lo spicchio d’autore, appunto.

I fritti sublimi nel loro gusto e semplici nella loro idea nascono dall’inventiva del maestro Modugno che è l’ultimo depositario della cultura e della trazdizione culinaria dell’epoca borbonica. Tra questi abbiamo particolarmente apprezzato l’uovo alla monachina, ma erano tutti davvero ottimi.

Tra le pizze ci ha particolarmente sorpreso la bella varietà gustativa dell’ottima Cetara, realizzata con tonno di Cetara, cipolla ramata di Montoro, pomodori secchi, pistacchio sbriciolato e latticini di Agerola.

Notevole anche la montanara, dapprima fritta e poi ripassata in forno.

La degustazione è stata accompagnata dalle birre Poretti: una elegante birra spumantizzata 10 luppoli, una gustosa stagionale 7 luppoli e la fresca 4 luppoli.

Il godurioso dolce alla ricotta e pera di Sal De Riso è stato la degna conclusione della serata oltre che l’ottimo buon augurio per tutto il giovane, motivato ed entusiasta staff di Spicchi D’Autore. Ad Maiora.