Del bravissimo Ernesto Cacialli ne ho mangiate pizze, da Di Matteo prima e nel suo locale poi. Dal 1994, quando fu immortalato con Bill Clinton, all’epoca presidente USA, in città per il G7, che mangiava la sua pizza piegata “a portafoglio”, Ernesto divenne per tutti “Il Presidente”. Della serie “pizzaioli si nasce”, il buon Ernesto “modestamente, lo nacque”, come diceva Totò, e, come lui, che purtroppo ci ha lasciato alla fine del 2009, anche i suoi figli sono nati con la pizza nel sangue. 

Ancora una volta ho percorso i vicoli del Decumano partenopeo per andare a trovare Maria Cacialli e rinnovare il ricordo di quel gusto unico. Entriamo da “La figlia del Presidente” dove la figlia di Ernesto ci riceve con la sua calda spontaneità: nel suo sguardo dolce e materno si può ritrovare tanto di quella tradizione di accoglienza tipica dei napoletani del passato e che oggi, purtroppo, si è un pò perduta.

Maria Cacialli, con il marito Felice Messina e il giovanissimo figlio Armando, gestiscono un bel locale ricavato in un suggestivo interrato di un antico palazzo del tardo ‘600 napoletano. Nelle sale si respira napoletanità ed è un pò come entrare in una camera di decompressione dopo una complicata immersione nel profondo della realtà del capoluogo campano.

La pizza la fa da padrona, ma ci sono, ovviamente, tutte le preparazioni tradizionali dello street food partenopeo: paste cresciute, arancini, frittatine, grocchè di patate, che si possono acquistare direttamente dal marciapiede e consumate in piedi o camminando tra i vicoli, così come da tradizione.

Noi, però, siamo qui per un obiettivo preciso: la mitica pizza fritta! 

Dopo la performance di Maria, Felice e lo staff de “La figlia del Presidente” all’anteprima di Malazè 2013, dove hanno sfidato il caldo infernale dell’estate e della Solfatara di Pozzuoli per regalarci un assaggio della loro finissima arte, mi ero ripromesso di andarli a trovare.

Felice è un perfezionista della preparazione di questa difficile pizza. E’ infatti molto facile sbagliare poichè la pasta va stesa sottilmente, la pizza deve essere ermeticamente chiusa, senza strapparsi, e la cottura deve essere perfetta. La pizza fritta che arriva al tavolo lo è: dorata, profumata, asciutta, gonfia, enorme!

La dividiamo, il ripieno è di ciccioli di maiale, pepe nero, ricotta, provola, preparato alla maniera classica.

La pasta è delicata, sottile, croccante dal lato esterno e morbida dal lato interno. Buon equilibrio di sapori con la farcia. Un viaggio nella tradizione dove si ritrova il gusto della pizza di Ernesto.

La leggerezza di questo fritto è dimostrata dal piatto vuoto che risulta asciutto, del tutto privo di olio, e anche dall’assenza della sgradevole sensazione di gonfiore tanto che decidiamo di dividerci anche una pizza al forno preparata a Armando, recente finalista del contest come “miglior pizzachef emergente d’Italia”.

Una bella margherita con bufala e dolcissimi pomodorini freschi. l’impasto è morbido e saporito e, dopo qualche morso, anche buona pizza finisce. Felice ci racconta che Armando, appena ventenne, comanda lui in cucina e al forno! Come faceva col nonno Ernesto, è lui a preparare gli impasti, sceglie i prodotti, prova abbinamenti e, come da manuale, critica l’operato dei genitori. Ovviamente gli credo perchè l’ho visto all’opera.

Cediamo alla tentazione di un buon dolce ricotta e pere della pasticceria Mignone di Piazza Cavour, accompagnato da un goccio di limoncello casalingo, per chiudere la serata. 

Salutiamo affettuosamente Maria, Felice e Armando con la promessa che torneremo a “La figlia del Presidente” per un assaggio di pizze e frittura mista, ma questa sarà un’altra storia e chi vorrà venire con noi sarà, ovviamente, il benvenuto!

 

Pizzeria “La figlia del Presidente”
Via del Grande Archivio, 23/24
Tel. 081.286738
www.lafigliadelpresidente.it