Incontrare Ciro Salvo è sempre un piacere. Perchè è un amicone simpatico e disponibile e perchè è uno dei migliori artigiani della pizza in circolazione. A dispetto della giovanissima età Ciro viene considerato un esperto mondiale di pizza, tanto che, per prestare le sue consulenze, frequentemente si sposta in lungo e largo per l’Italia e anche nel mondo (da ultimo è stato in Giappone). 

Basta però una telefonata al Massè, il locale dove presta la sua opera, per andare incontro a lui e alla sua arte. 

Massè è sul Corso Umberto i a Torre Annunziata (NA), e dispone di una splendida terrazza sul porto torrese, che d’estate permette di godere di una gradevole frescura. 

Mi piace lasciar sperimentare Ciro. Adoro Marinara e Margherita, elogio della semplicità e vero condensato di bontà, ma se ti trovi al cospetto di un pizzaiolo così devi lasciargli campo libero e permettergli di creare abbinamenti gustativi. 

Il collaboratore di sala raccoglie la mia ordinazione con un sorriso. Sul foglietto c’è scritta una sola frase: “Ciro fai tu!”. Ciro non si sottrae alla sfida, ma neanche noi siamo inclini a mollare, fino in fondo!

-Pizza marinara. la pizza più semplice, sulla carta, ma quella più difficile da equilibrare. L’impasto è meraviglioso. Soffice, con una splendida alveolatura nel cornicione e ben cotta da Gennaro Salvo, zio di Ciro ed altrettanto esperto artigiano, che ben affianca il nipote.

-Pizza margherita preparata con i pomodori di Gennarino Esposito, olio EVO Cilentano e fiordilatte. Ottima e saporita.

Diciamo che Ciro ha superato la prima prova. Ora è tempo di provare nuove sensazioni.

-Pizza con fior di latte di Agerola, fiori di zucca, olio EVO cilentano e salame napoletano. Equilibrata e gradevole, dove la dolcezza del fior di latte e dei fiori di zucca abbracciano il sapido del salame.

-Ripieno bianco con ricotta di bufala del Caseificio Barlotti di Paestum, salame, ciccioli e pepe all’interno, con sopra fior di latte di Agerola, olio evo cilentano e basilico bio. Sublime. L’impasto leggero viene ancor di più esaltato.

-Pizza con fior di latte di Agerola, fiori di zucca e scaglie di conciato romano dell’Azienda Agricola Le Campestre. Complessa e profumata con una miriade di sensazioni olfattive e gustative. Da provare.

-Ripieno bianco con pancetta piacentina DOP, cipolla rossa di Tropea, fior di latte di Agerola e scaglie di conciato romano dell’Azienda Agricola Le Campestre aggiunto in uscita dal forno. E qui andiamo su gusti più particolari, ma la pizza va giù che è un piacere. L’equilibrio è stato sapientemente studiato.

-Marinara con scarola liscia cotta la vapore, olive e alici del Cantabrigo crude e messe sulla pizza all’uscita dal forno. Troppo goduriosa per essere vera. Da bis.

-Margherita con ‘nduja artigianale di Spilinga, pomodoro di Gennarino Esposito e fior di latte di Agerola. Degna conclusione di una cavalcata regale nel mondo della pizza napoletana. Il piccante domina ma viene tenuto a bada dalla dolcezza del pomodoro e del fior di latte, lasciando il campo al gusto della ‘nduja. 

Paghiamo il conto evitando accuratamente di lasciare residui sul campo. Con le pizze di Ciro riesci a mangiarne tante ma non lasciando nulla nei piatti. Soddisfatti e sazi, per nulla appesantiti, ci congediamo da Ciro e Gennaro Salvo, ma sarà un breve congedo: la voglia di pizza non ci abbandona mai!