Stasera 7 dicembre 2011 il Napoli è atteso all’appuntamento con la storia: il passaggio agli ottavi di finale di Champions League!

Come consuetudine, ormai, ci ritroviamo in tre a casa del prof. N per vedere la partita e procedere allo stappo di qualche interessante bottiglia che accompagni l’altrettanto abituale Casatiello Afragolese di Pasquale Iorio (che sarà oggetto di successiva e separata dissertazione filosofica).

Stasera, invece, strappo alla regola e serata open a chiunque si sia voluto aggregare; quindi largo a vecchi e nuovi compagni d’avventura purchè accompagnati da voglia di vittoria: Sabatino Randazzo, Marianna Sanseverino, Rita Loschiavo, Annito “Lato Sociale” Abate e Attilio Ponticelli si sono uniti al sottoscritto, a Pasquale Iorio e al padrone di casa Franco Notarianni, il prof. N.

A tal proposito occorre precisare che qualche settimana fa, durante una serata a “Il Ritrovo degli Artisti” di Avellino, abbiamo lasciato la nota sommelier Rita Loschiavo a descriverci con minuziosa particolarità i suoi piatti e i suoi dolci. Bene, in quella sede strappammo a Rita la promessa di cucinare per noi alla prima occasione favorevole ed oggi, il giorno di Villarreal – Napoli, quel giorno è giunto!

Rita varca la soglia di casa del prof. N con due, dico due, borse ricolme di bontà. Su una di esse è appoggiata una busta bianca ben chiusa che ci insospettisce da subito.

Dopo i saluti il contenuto delle borse salta fuori e provvedo ad elencare nell’ordine di servizio:

  • – Pasta e patate con provola
  • – Rape e patate
  • – Pizza di Scarola
  • – Pizza di Broccoli
  • – Torta caprese (fornita dall’altra sommelier intervenuta alla serata, Marianna Sanseverino)

Ma la busta bianca? Ci arrivo, anche perchè è stata la domanda che ci siamo posti noi tutti.

Caliamo la pasta e brindiamo con il Pinot Noir 2009 Patricia di Girlan.

Splendido colore rubino scarico. L’aroma inconfondibile di frutti rossi di bosco e di rovo ci rallegra, la morbidezza, il calore e l’assoluta finezza della trama tannica del vino ci conforta e ci delizia mentre si batte il calcio d’inizio della partita a Vila-Real.

Il casatiello di Pasquale Iorio ci invita a misurare la pienezza del Pinot Noir ed a più riprese noto che tutti effettuano questa prova. Il vino supera brillantemente l’esame ma ne fa le spese la prima bottiglia, sacrificata sull’altare dell’appetito.

La pasta è pronta e dopo aver impiattato quella meraviglia della sua pasta e patate con provola, Rita prende la busta bianca e ne estrae tre, dico tre, tartufi di Bagnoli Irpino freschi freschi. Ognuno di noi “subisce” un’abbondante grattugiata di tartufo sul piatto fumante. E’ un attimo, un fuggevole attimo, e tutta la cucina è pervasa dell’inconfondibile aroma terroso e fungino del tartufo.

Il tempo di un brindisi benaugurante e ognuno di noi si tuffa nel gustare il piatto. Rita merita un doppio applauso: per la bontà della pasta e patate e per i tartufi. Voto 110/110 e lode con doppio bacio accademico.

Il Pinot Nero accompagna agevolmente il piatto con i suoi sentori terrosi di fondo e il risultato è che la seconda bottiglia ci abbandona.

E’ il turno del piatto successivo, arrivatoci direttamente dalla tradizione contadina irpina: rape e patate.

Rita lo prepara con i pezzetti di pane raffermo mescolati all’interno e il mix è buonissimo. Un piatto evocativo. Tanto evocativo che la terza bottiglia di Pinot, evocata per l’occasione, finisce all’istante. Voto 95/110

Il Napoli segna il primo gol con Inler e un urlo collettivo esplode a sottolineare la tensione che si era creata dopo la notizia del doppio vantaggio del Manchester City sul campo del Bayern Monaco.

E’ l’ora delle pizze e del tagliere dei formaggi. E’ l’ora del Campantuono 2006 dell’Azienda Agricola Gennaro Papa, Falerno del Massico da Primitivo 100%.

La pizza di scarole è proprio buona, come quella di broccoli, meno complessa gustativamente, e Rita ci spiega che il suo segreto è la lievitazione. Io gli rispondo che per noi la lievitazione non è un mistero ma una realtà e i risultati si vedono, tutti. voto 90/110

Il Campantuono attira l’attenzione per la concentrazione del suo colore rosso rubino carico con riflessi granati e avvolge il naso con i suoi sentori di prugna e fichi secchi, di cacao e una sottile nota di affumicato. In bocca è morbido, caldo e soddisfacentemente dotato di una buona freschezza. Le pizze e i formaggi sono ottimi compagni di bevuta con questo vino dalle antiche origini.

Il Napoli segna di nuovo con Hamsik e tra la generale euforia è giunta l’ora di tirare fuori la caprese della Sanseverino, la cioccolata Amedei e quella di Modica con la selezione di liquori e distillati del prof. N.

Il Nocillo dei Curti, il Rhum Zacapa e una bella grappa affinata in botti di Porto, dall’eccezionale sentore di pesca sciroppata, ci accompagnano, assieme al dolce e alla cioccolata, fino alla conclusione della partita.

La gioia per la vittoria del Napoli si fonde con il piacere di aver trascorso una bella serata tra amici e quando arriva il momento dei saluti ci si attarda sulla porta.

Ripeteremo questa esperienza, innanzitutto perchè ha portato bene al Napoli e poi perchè la chef Loschiavo, che ha brillantemente superato la prova, deve provare a scavalcare l’ultimo ostacolo, quello del dolce. Come andrà? Ai posteri l’ardua sentenza!!!