Ma che serata è?

Ecco cosa ho detto a Salvatore Santucci e Giovanni Improta, pizzaioli dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, quando mi hanno illustrato tema e menù, ma tra una risata e l’altra la curiosità saliva. Ospite dei due guasconi napoletani è il toscanaccio Paolo Simi, reduce da una bella performance a Cuochi e Fiamme, trasmissione gastronomica de La7, mentre la sapiente regia di Antonella Orsini ha contribuito in modo determinante alla riuscita della serata.

Eccoci accomodati al civico 22 di Via Pignasecca, sede della pizzeria “al 22” della famiglia del mio fraterno amico Giovanni Improta, di cui ho già scritto qui, per goderci questo confronto tra la cucina partenopea e quella toscana.

Tra un assaggio di pizze preparate dai due preziosi artigiani, Salvatore e Giovanni, e qualche piacevole momento di svago con gli “inciuci” tra Pulcinella e Dante, la cena è scorsa in maniera goliardica, in un ambiente informale e divertente, dove l’importante era divertirsi consumando qualche buona pietanza, accompagnata da un assaggio di birra senza lieviti e dei vini flegrei di Grotta del Sole.

Le ottime pizze marinara di Gianni e margherita di Salvatore hanno aperto le danze. Differenti tempi di lievitazione ma un elemento costante, la bontà dei prodotti che rende la pizza un alimento unico.

Si passa ai primi. Buona la pasta e fagioli con le cozze, come altrettanto ottime le penne alla toscanaccia di Paolo, che per prepararle al meglio si è portato dietro salsicce, un pezzo di lardo e una forma di pecorino cui mancava solo il dono della parola.

Dante e pulcinella si punzecchiano girovagando qua e la nel locale fino alla declamazione, da parte del sommo poeta, dell’intero canto V dell’inferno. Un momento sempre emozionante poichè le rime in terzina del sommo poeta riescono a captare l’attenzione ed emozionare anche dopo oltre 700 anni dalla stesura.

Ecco i secondi. La splendida e napoletanissima parmigiana di melanzane cotta nei tegamini di terracotta e riscaldati “a bocca di forno”, si oppone alla toscana faraona arrosto.

Tra una risata e l’altra si arriva al dolce dove la sbriciolona toscana si confronta con la pastiera partenopea.

Sinceramente non so dire chi ha prevalso sull’altro, di sicuro ha vinto la voglia di stare assieme e divertirsi, aldilà dell’incasso, aldilà della necessità di apparire. Siamo stati bene, abbiamo sinceramento goduto, come sempre accade in un luogo come “al 22”, tanto che con il nuovo amico Paolo ci siamo ripromessi di oganizzare prossimamente una bella zingarata. Stay tuned!