Nella mia vita da single, perennemente impegnato dal lavoro e con poco tempo da dedicare alla cena, ho sempre sognato di poter arrivare a casa ed avere qualcosa di buono ma pronto da riscaldare e gustare in scioltezza.

Purtroppo questa bellissima sensazione poteva essere relegata ai lunedi sera, dove si consumava qualche cosa avanzata dalla domenica, magari cucinata apposta più abbondante, oppure ai giorni in cui mammà veniva a trovarmi e mi lasciava qualche coccola gastronomica in frigo. 

Non ho mai valutato i risotti liofilizzati, come non ho mai ceduto alle lusinghe del surgelato. Ma, anche se all’epoca ci tenevo alla linea, se ci fosse stato Mimi’s probabilmente oggi potrei vantare il diritto ad un pacchetto azionario della società.

Il buon Giustino Catalano, che, evidentemente, ha imparato bene a conoscermi, mi ha segnalato la serata del 13 settembre 2015, in cui la famiglia Giugliano dello storico ristorante napoletano “Mimi’ alla Ferrovia“, presentava la sua nuova linea di piatti da gustare a casa griffati “Mimi’s – la tradizione gastronomica di Mimì alla Ferrovia” nella cornice di D’Angelo-Santa Caterina, splendido e panoramico locale napoletano.

La presentazione del brand e dell’idea commerciale, è passata dalle parole dei protagonisti (la famiglia Giugliano e il consulente chef Nino Di Costanzo, che ha elaborato la creazione delle pietanze) all’assaggio dei piatti.

Tre le fermate del gusto del trenino di Mimi’s, una per ognuna delle storiche e tradizionali preparazioni di Mimì alla Ferrovia: Melanzane alla Parmigiana, Peperoni Imbottiti e Sartù di riso.

Per meglio comprendere le potenzialità del prodotto, ma in maniera giocosa, ognuno ha potuto gustare le Melanzane alla Parmigiana e il peperone imbottito nella doppia versione: prodotto fresco e confezionato. Alla fine i giudizi espressi dalla platea sui vari piatti hanno sancito il perfetto equilibrio tra chi ha preferito il fresco e chi invece ha gradito il confezionato, che, a mio parere, è la grande vittoria di Mimi’s.

Ho avuto occasione di riassaggiare le tre fermate del gusto nei giorni successivi nella pausa pranzo al lavoro e, devo dire, ho avuto la conferma delle mie impressioni: mi sono piaciute. L’idea ha le potenzialità giuste per ritagliarsi uno spazio importante nel segmento di mercato dei cibi confezionati. Il packaging, che consente il passaggio in microonde senza aprire la confezione, grazie all’ATM garantisce una shelf life del prodotto di 25 giorni, se conservato a +4°, quindi potenzialmente esportabile in tutto il mondo.

Che dire, peccato che questa intuizione sia giunta solo ora perchè qualche anno fa mi avrebbe fatto veramente molto comodo. Auguri Mimi’s.

Per maggiori info http://www.mimisitaly.com/