Sabato 9 luglio 2011 – E’ sempre emozionante passare sotto i Ponti di Valle dell’acquedotto Carolino sulla statale Sannitica, l’opera della prima metà del ‘700 di Luigi Vanvitelli che portava l’acqua dalle fonti del Monte Taburno fino alla reggia di Caserta e che oggi è riconosciuta patrimonio dell’UNESCO. E’ un’opera titanica che spicca già in lontananza in questa assolata giornata di inizio luglio sullo sfondo di un cielo azzurro, tra due colline verdeggianti. Tra breve svolteremo a destra seguendo le indicazioni per la nostra destinazione.

Sono le 14 quando attraversiamo il ponte Martorano, che sovrasta l’omonimo fiume, per giungere al borgo antico di Sant’Agata de’ Goti. Siamo affamati e le “marenne” che abbiamo comprato strada facendo stanno flirtando con i nostri stomaci già da un pò. Il sole è caldo ma la giornata è appena ventilata e piacevolmente estiva. La villa comunale ci aspetta per offrirci una panchina e dell’ombra dove poterci rilassare per il frugale pranzo, ma il singolare colpo d’occhio del borgo visto dal ponte merita una sosta.

Il borgo antico sorge su uno sperone tufaceo ai cui lati scorrono due fiumi, il Martorano e il Riello, che confluiscono nel fiume più importante della zona, l’Isclero. L’Isclero è noto e importante come fiume poichè in epoca borbonica le sue acque alimentavano la città di Napoli mediante l’acquedotto del Carmignano, altra opera di rilievo commissionata dai reali del Regno delle due Sicilie. Attualmente è possibile ancora visionare le chiuse ed i pozzi di ispezione. Sant’Agata de’ Goti è antichissima, le prime testimonianze sono di epoca romana, circa il 500 a.c.. Successivamente la città passò attraverso varie dominazioni barbare fino al medioevo dove passarono di qui Normanni, Svevi e Angioini, qundi i Borboni.

Finalmente coroniamo il sogno d’amore dei nostri stomaci con i panini, suggelliamo l’unione con una birra fredda e ci concediamo una passeggiata nel centro storico del paese. Il borgo è bellissimo con i suoi palazzi medievali ristrutturati con lo stile retrò di inizio ‘900. La pavimentazione stradale in roccia calcarea bianca conferisce una luce particolare alle strette viuzze ed a i minuscoli vicoletti che si dipanano dalla via principale (via Roma), che taglia il borgo a metà.

Passiamo dalla Cattedrale dell’Assunta, il cui singolare porticato è realizzato con resti di antichi templi romani, alcuni dei quali recano ancora iscrizioni inneggianti a Giulio Cesare, mentre su altri sono visibili gli incavi per l’innesto di colonne e fregi.

Proseguiamo il giro per le stradine del borgo tuffandoci in una mescolanza di frammenti del passato, dai meno recenti ai più recenti, che però ci trasmettono la ricchezza della storia di questi luoghi.

Una volta attraversato longitudinalmente il borgo lungo via Roma, si giunge alle rampe di via Reullo, che conducono giù dallo sperone roccioso dove sorge il borgo, verso il sottostante fiume. Lungo i tornanti si possono scorgere le grotte e le cavità naturali che si insinuano sotto la città, in alcune si può anche entrare. Alla fine della discesa ci troviamo davanti all’antico lavatoio Reullo, un luogo dove anticamente le acque di una sorgente vennerro incanalate attraverso due vasche e utilizzate dalle donne per lavare i panni e per far abbeverare gli animali di passaggio prima di affrontare la salita al borgo.

Purtroppo ancora oggi c’è qualcuno che utilizza il lavatoio per il suo utilizzo originario, in barba all’ecologia, visto che le fresche acque della sorgente poi confluiscono nell’adiancente torrente Riello, che a sua volta, più a valle, si getta direttamente nel fiume Isclero.

Dopo questo ulteriore tuffo nel passato è ora di riposarci un pò per prepararci a partecipare a Falanghina Felix 2011, quindi ci dirigiamo appena fuori città presso il B&B Magione. Attraversiamo uno splendido noceto e non possiamo non soffermarci sul suo profumo e godiamo per qualche minuto della sua frescura.

Arriviamo e i simpatici proprietari Silvana e Ciro ci accolgono a bordo piscina con un sorriso, un calice di prosecco e i biscottini fatti in casa. Il tuffo in piscina è un obbligo a cui non ci si può sottrarre, così come la passeggiata nel vasto giardino e querceto della casa.

Dopo un pò di meritato riposo eccoci pronti per Falanghina Felix 2011, quindi con macchina fotografica nuovamente carica, blocco per gli appunti e penna d’ordinanza ci rechiamo al palazzo San Francesco, sede del Municipio appena in tempo per l’inizio del laboratorio di degustazione “Il Vitellone bianco dell’Appennino centrale IGP  e lo spumante di falanghina”. Prendiamo posto nella splendida sala del consiglio comunale, le cui pareti sono interamente affrescate con raffigurazioni di epoca Sabauda, e assistiamo all’interessante dissertazione di Antonio Del Franco sui vari tagli di carne e sugli spumanti di falanghina.

Passiamo alla degustazione della carne proposta dalla ditta di Sabatino Cillo, marinata con sale ed erbe del Taburno. Di un bel colore rosa e dai profumi aromatici, ci è stata servita impiattata in due fettine, con un bicchierino d’olio extravergine di oliva Ortice dell’azienda Alberto Romano di Ponte per consentirci di valutarne il sapore prima con e poi senza olio.

In abbinamento ci sono stati serviti tre spumanti di falanghina: Astro Brut di Cantine Astroni, metodo Charmat, e poi due metodi classici, Cinquantenario de La Guardiense e DUBL di Feudi di San Gregorio. Ognuno degli abbinamenti con gli spumanti, con olio e senza, ha portato a risultati diversi ma tutti gradevoli.

Soddisfatti del laboratorio scendiamo in cortile per iniziare a degustare le varie espressioni di falanghina provenienti da tutte le province campane e alla fine saranno veramente tante, ma tutte buonissime. La falanghinaa è un vitigno che può esprimere ancora molto a mia modesta opinione.

Dopo aver ultimato tutte le degustazioni lasciamo il palazzo San Francesco per andare al mercato della falanghina, sotto i porticati di Via Roma per incontrare Alessandro Meoli, dell’omonima azienda di Dugenta, per aquistare qualcuna delle sue bottiglie di flanghina. Con Alessandro ci accordiamo per una visita a Dugenta tra breve e dopo averlo salutato torniamo alla base.

Al B&B Magione regna la tranquillità e la serata è calda ma non troppo, quindi ci rilassiamo in piscina prima di cedere al sonno. 

E’ stata una bella esperienza visitare Sant’Agata de’ Goti e poi partecipare a Falanghina Felix. Veramente un bel Giro. Ma domani ci aspetta una nuova esperienza, quindi andiamo a nanna perchè partiremo presto per Taurasi….ma questa è un’altra storia…un altro Giro…un’altra emozione.

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