Sono contento che gli amici di ENOSENSE, neonata associazione di giovani appassionati di vino, abbiano scelto i vini di Cantine Lonardo per la loro prima serata e anche molto curioso di conoscere il Godot Art Bistrot di Avellino.

Il locale è molto accogliente ed in perfetto stile vintage. Ovunque, sparsi in apparente disordine, ci sono oggetti che rappresentano la testimonianza storica di almeno 50-60 anni di storia recente: dischi, libri fotografie, divani, sedie, lampade…. Quando poi la selezione musicale si sposta da Mina al jazz, allora ho l’impressione che la serata sarà ancora più godibile.

Marianna Sanseverino, una delle fondatrici di Enosense, introduce Antonella Lonardo che ci parla della sua Azienda e dei suoi vini, che ho avuto da poco la fortuna di degustare ad Andar per Taurasi.

Si comincia con il Grecomusc’ 2010 che viene versato mentre ci portano un tagliere con formaggi e salumi.

Dopo il bianco si procede con la degustazione verticale di tre annate di Taurasi 2004, 2005, 2007 e in abbinamento c’è un bel piatto di riso con funghi porcini e salsiccia.

La verticale evidenzia come l’andamento climatico delle annate abbia influenzato il vino. Infatti dalla piovosa e umida 2004, che riserva aromi più austeri, più speziati, alla 2005 che ci regala frutta ancora fresca e gradevole, per giungere alla calda 2007, che ci lascia aromi di marasca e confettura di ciliegia e fragola.

Si passa al pezzo forte della serata, la degustazione del Taurasi Riserva 2003 e dei due “cru” di Taurasi, Coste e Vigne d’Alto, entrambi del 2007. In abbinamento abbiamo uno splendido roastbeef.

Il Taurasi Riserva 2003 è appena all’inizio della sua pienezza ma è già capace di esprimere note olfattive e gustative di notevole complessità. Il suo equilibrio ha come unica controindicazione che ti porta a prolungare il sorso, con conseguenze immaginabili (una bottiglia non dura in eterno). I due “cru” sono all’inizio del loro percorso, non solo perchè siamo allo loro prima uscita sul mercato, ma perchè dimostrano una verve da infanti. Sebbene giovani li si riesce a bere intravedendo, aldilà dell’attuale grado di godibilità, quale potrà essere il loro sviluppo futuro. Il Coste si distingue per una spiccata morbidezza e note più fruttate, mentre il Vigne d’Alto sprigiona una mineralità ed una intensità gustativa uniche.

Durante la serata, tra i tanti spunti interessanti che sono emersi dai commenti, abbiamo avuto Flavio Castaldo, autore del libro “L’Archeologia del Vino in Campania”, che ci ha approfondito alcune tematiche legate al territorio e sulle tecniche produttive storiche ed attuali.

Bella serata, a prova di palloncino per chi deve tornare a casa in macchina, con ottimi cibi che hanno accompagnato dei vini superbi, bella musica, in un posto che è stato una vera scoperta. Agli amici di Enosense faccio i miei auguri per il prosieguo…BUONA LA PRIMA!