Quando i simpatici fratelli Palumbo mi chiamarono per invitarmi a questa serata non esitai ad accettare.

Non solo per la curiosità di conoscere un posto nuovo, a quattro passi da casa mia, ma anche perchè la voglia di diffondere la cultura del territorio in cui sono nato e in cui vivo è parte della mia passione.

Quindi, come al solito, appena metto piede sulla banchina della stazione centrale di Napoli mi dirigo alla macchina e prendo direzione Giugliano, senza passare da casa.

Arrivo in un bell’androne di uno di quei tipici palazzi ottocenteschi di cui il centro di Giugliano è pieno, a memoria di un fastoso passato di centro dapprima nobile e poi borghese, ma da sempre ricco e fertile. I Palumbo mi stanno aspettando per stappare una bottiglia del loro spumante di falanghina “Flaegreo”.

Consumiamo allegramente l’aperitivo, accompagnato da un pecorino locale, in attesa della cena. Luca e Antonio mi illustrano i prossimi progetti aziendali, di cui non posso riferire nulla, ovviamente, ma vi garantisco che ne vedremo delle belle nei prossimi tempi.

Ci accomodiamo in sette nella confortevole sala e brindiamo con il Piedirosso dei Campi Flegrei DOC di Cantine Federiciane Monteleone, annata 2010. Di uno splendido colore rosso rubino cangiante, al naso sono forti i sentori di frutta rossa, ciliegia e prugna su tutti, ma restano predominanti gli aromi minerali terrosi e sulfurei che ti parlano di suoli vulcanici e sabbie marine. In bocca mostra una spiccata acidità, una giusta sapidità, un tannino non giovane ma ancora in via di evoluzione e una bella morbidezza. In conclusione lo trovo giovane, da consumare tra un pò, e questo è rappresentativo per un prodotto che nell’immaginario collettivo rappresenta un vino semplice che vive una stagione per poi morire subito. Il lavoro svolto dai ragazzi è evidente, è ben fatto e i risultati si vedono tutti. Bravi.

Iniziamo la cena con Zeppole di Baccalà su vellutata di Ceci del Giuglianese e Panciotto di pasta sfoglia con ripieno di scarola.

Tutti i piatti che degusteremo stasera saranno realizzati con prodotti reperiti esclusivamente nell’area del giuglianese e saranno accompagnati dal Piedirosso.

Buonissimo il baccalà in tempura che però non si associa al 100% con la seppur buonissima vellutata di ceci, infatti le gusto poi separatamente. Il vino, grazie alla sua acidità e tannicità ben sostiene il baccalà e la vellutata. Il panciotto è gradevolissimo grazie alla tendenza dolce della pasta sfoglia e della scarola, e anche qui il Piedirosso mostra tutte le sue caratteristiche di perfetto adattamento alla cucina napoletana.

Il primo piatto è Mezzanelli lardiati con pecorino DOP. Lievemente salati grazie all’apporto forte del pecorino, tuttavia hanno un sapore deciso e gradevole grazie alla consistenza del lardo e alla dolcezza dei pomodorini del piennolo. Qui il vino mostra un pò i suoi limiti tannici ma l’accostamento è comunque gradevole.

I racconti di vino si alternano a quelli di amicizia, di lavoro, di gioco e la serata prosegue allegramente.

Il secondo piatto è Filetto di maiale casertano con salsa al Piedirosso. Senza dubbio il must della serata. La dolcezza del filetto di maialino nero casertano, di cui negli ultimi anni si stanno riscoprendo le qualità grazie ad eroici allevatori ed altrettanto eroici ristoratori, viene perfettamente accompagnata dalla salsa per un piatto perfettamente equilibrato e gustoso. Anche il vino, grazie all’equilibrio del piatto, regge bene l’abbinamento.

Per il dolce scatta l’imbarazzo della scelta tra torte e mousse varie ci vengono proposti il tortino al cioccolato dal cuore tenero e la mela stregata. Mela stregata? Chiediamo delucidazioni e si tratta di una mela annurca cotta al forno in pasta frolla con crema pasticciera e amarene, servita con melassa caramellata. 

Non ci sono esitazioni.

La mela annurca, altro simbolo di questo territorio ormai violentato e snaturato, nella mia memoria di bambino che girava tra i meleti significa immense distese di mele che maturavano sui graticci e che venivano girate giornalmente a mano. Ancora ho nel naso quel loro odore penetrante e inebriante.

La mela stregata è buonissima, ma ricorriamo allo spumante “Flaegreo” per poterla accompagnare. Degna conclusione di una bella e buona cena.

Siamo stati bene al ristorante O’ Palazziello, adesso conosco un altro posto dove poter gustare i buoni sapori della mia terra e ho avuto la conferma di un prodotto veramente buono, il Piedirosso dei Campi Flegrei DOC di Cantine Federiciane Monteleone, e, cosa più importante, si è rafforzato l’affetto con persone vere, sincere e oneste, su cui veramente si deve poter contare per il rilancio dei Campi Flegrei e dell’area a nord di Napoli.

Con l’anno nuovo ci proveremo, vero?